Quando pensiamo alla fauna selvatica immaginiamo spesso ecosistemi lontani. Qui, invece, è a pochi chilometri dalla costa: nella Secca di Amendolara, un rilievo sommerso dello Ionio calabrese che emerge da fondali sabbiosi e fangosi e raggiunge la quota più superficiale a circa 20 m.
Per conoscerla (e proteggerla) servono “occhi” e “orecchie” scientifiche: mappature multibeam per ricostruire il fondale in 3D e veicoli sottomarini filoguidati (ROV) per osservare habitat e specie in dettaglio.
In questi ambienti, la biodiversità è una rete di organismi che modellano il fondale e creano habitat complessi, offrendo rifugio e nutrimento a molte altre specie. Le ricerche più recenti hanno documentato la presenza di specie indicatrici di Ecosistemi Marini Vulnerabili (VMEs), includendo anche le prime segnalazioni nell’area di corallo rosso (Corallium rubrum) e corallo nero (Antipathella subpinnata).
Clip ROV: A. subpinnata
Clip ROV: C. rubrum
Clip ROV: Dendrophyllia cornigera
Durante le immersioni ROV nella Secca di Amendolara abbiamo osservato 22 specie di pesci: un piccolo hotspot di biodiversità nel cuore dello Ionio. Tra le più presenti c’è Anthias anthias, ma abbiamo documentato anche specie note e importanti per la pesca come Scorpaena scrofa (scorfano rosso), Helicolenus dactylopterus (scorfano di fondale), Chelidonichthys lucerna (gallinella di mare), Phycis phycis (mostella) e Zeus faber (pesce San Pietro).
Questi pesci non sono lì per caso: i fondali con spugne e coralli creano habitat strutturati che offrono riparo, risorse alimentari e aree favorevoli per molte specie.
La Secca di Amendolara non è solo un luogo affascinante da esplorare: è un ecosistema prezioso, capace di sostenere intere comunità marine. Un luogo così ricco è anche fragile: tra le pressioni osservate figurano attrezzi da pesca persi o abbandonati, oltre a fattori ambientali che possono aumentare lo stress su ecosistemi con tempi di recupero lunghi. Per questo ricerca e monitoraggio restano fondamentali per progettare misure di gestione efficaci.
Nella Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, ricordiamo che la biodiversità non vive solo in luoghi remoti: è anche sotto la superficie del nostro mare, vicina, preziosa e fragile. Conoscerla significa comprenderla e proteggerla meglio.
Come CRIMAC – Calabria Marine Centre della Stazione Zoologica Anton Dohrn, continuiamo a monitorare questi fondali: conoscere meglio significa proteggere meglio.
Per approfondire: