
Ad Amendolara adesso possiamo studiare il mare del futuro!
L’interesse della scienza verso l’acidificazione degli oceani è in forte crescita in quanto questa alterazione degli equilibri chimici sta avvenendo ad una velocità senza precedenti provocando effetti dannosi sugli ecosistemi marini.
Per questo motivo, dopo l’impletazione dei sistemi termici (link: urly.it/318t_7), i nostri mesocosmi sono stati equipaggiati di un sistema di monitoraggio e di regolazione del pH: “EHEIM pHcontrol+e”.
Grazie a questa strumentazione è possibile monitorare e manipolare anche da remoto i valori di ciascun acquario, sfruttando il potere acidificante della CO2 gassosa (meglio nota come anidride carbonica) che viene rilasciata in vasca fino al raggiungimento del valore richiesto dallo studio. Questo sistema dà la possibilità di replicare in laboratorio quello che avviene in natura nei pressi delle sorgenti idrotermali, siti ritenuti idonei per gli studi sugli effetti dell’acidificazione degli oceani grazie alla loro maggiore acidità naturale delle acque. I ricercatori possono dunque utilizzare i nostri mesocosmi come integrazione degli studi effettuati in campo.
L’oceano ha un ruolo fondamentale nella riduzione dei livelli di CO2 atmosferica poichè assorbe una quota significativa di questo gas. Se l’azione di assorbimento da parte dell’oceano è un aspetto positivo per l’atmosfera, così non è per gli ecosistemi marini. Infatti, a partire dalla Rivoluzione Industriale le emissioni di CO2 nell’atmosfera sono cresciute a dismisura provocando una graduale diminuzione del pH con conseguenze potenzialmente negative per il biota marino.
Per fare un esempio, gli organismi che possiedono conchiglie (molluschi bivalvi e gasteropodi) o strutture di carbonato di calcio (crostacei, coralli, plancton, ricci, alghe calcaree), vanno incontro ad una riduzione dei tassi di crescita e di sviluppo a causa della maggiore acidità dell’ambiente in cui vivono.
Ma cosa avviene dal punto di vista chimico? Una parte dell’anidride carbonica reagisce con l’acqua di mare per formare un acido debole, l’acido carbonico, che a sua volta può dissociarsi in ioni bicarbonato e carbonato, perdendo uno o entrambi gli ioni idrogeno (H+); è proprio il rilascio degli ioni H+ che provoca l’abbassamento del pH rendendo l’acqua più acida.
Adesso i nostri mesocosmi possono essere utilizzati come strumenti in cui indagare i possibili effetti provocati da un mare sempre più acido nel futuro prossimo.
Presto vi aggiorneremo sugli esperimenti in corso…
Stay tuned…
Testo elaborato da Lorenzo Evola
Foto di Valentina Costa

