
A Marcellinara, nella cornice di Palazzo San Severino, si è fatto il punto su un cambio di passo storico per le nostre coste: la Calabria dimostra che tutelare il mare e i beni comuni non è un’utopia, ma il risultato concreto di visione, competenza e sinergia.
Al centro di questa svolta c’è la voce e l’impegno instancabile del biologo marino e Vice Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn Silvio Greco coautore insieme all’ex procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo di un libro che traccia la rotta. Il contributo scientifico del Prof. Greco è la bussola fondamentale per comprendere che l’inquinamento delle acque non si combatte solo contrastando la criminalità organizzata: servono conoscenza degli ecosistemi, analisi dell’impatto dei cambiamenti climatici, lotta all’incuria diffusa e una programmazione rigorosa che parta dalla biologia marina prima ancora che dalle aule di tribunale.
Un passaggio particolarmente sentito nel suo intervento è stato il ringraziamento rivolto al lavoro quotidiano di ricercatrici, ricercatori e tecnici della sede calabrese di Amendolara della Stazione Zoologica Anton Dohrn: un presidio scientifico essenziale che, con indagini e monitoraggi sul campo, fornisce le basi conoscitive indispensabili per rendere possibile ogni strategia di salvaguardia e risanamento.
Dall’azione propulsiva e investigativa della Procura guidata da Falvo alla consapevolezza scientifica portata da Greco, fino alla collaborazione attiva tra istituzioni e cittadini: i dati positivi registrati su tratti storicamente critici come la fascia costiera vibonese e lametina sono la prova che un modello virtuoso è possibile.
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