
Oggi scegliamo di raccontare la storia di “Codamozza” (o Fluker), una balenottera comune (Balaenoptera physalus) riconoscibile perché già prima del 1996 aveva perso parte della pinna caudale ed è stata seguita negli anni grazie alla foto-identificazione nel Mediterraneo.
Tra fine estate 2019 e 2020, un secondo grave evento ha portato alla perdita completa della coda. Nonostante ciò, “Codamozza” ha attraversato il Mediterraneo per mesi: i ricercatori hanno ricostruito un percorso di almeno 7.000 km.
La sua vicenda ci ricorda che questi giganti sono tanto maestosi quanto vulnerabili: in letteratura sono documentati decine di casi di grandi balene con amputazioni (inclusi individui completamente privi di coda).
Tra le cause possibili di lesioni così gravi vengono considerate collisioni e interazioni con attrezzi da pesca, pressioni rilevanti per i grandi cetacei.
Come CRIMAC – Calabria Marine Centre della Stazione Zoologica Anton Dohrn, sosteniamo attività di conservazione e tutela di specie e habitat marino-costieri e condividiamo questa storia per mantenere alta l’attenzione sulle pressioni antropiche che colpiscono i grandi cetacei nel Mediterraneo.