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Titolo

Introduzione

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Salvatore D’Aniello
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Collaboratori:

Obiettivi del progetto

Testo

Risultati

Testo

Blue Economy of Calabrian coasts: biocoenotic characterization, analyses and exploitation of innovative aquaculture Productions

La costa ionica settentrionale della Calabria è un’area di elevato valore ecologico, soggetta a una sempre più marcata pressione antropica. Nonostante la rilevanza del sito, le scarse informazioni attualmente disponibili evidenziano la necessità di una valutazione ambientale completa. Il progetto BluCaProd nasce per colmare questo gap, integrando la salvaguardia della biodiversità con lo sviluppo di tecnologie innovative per l’acquacoltura e le biotecnologie marine.

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Valerio Zupo
Referente sede CRIMAC-Calabria Marine Centre:
Dott. Paolo D’Ambrosio
Unità Operative (U.O.):
U.O. SZN: Dott.ssa Maria Costantini – nessun altro????
U.O. UNICAL: Prof. Elvira Brunelli, Dott.ssa Rachele Macirella, Prof. Maria Carmela Cerra, Prof. Alfonsina Gattuso
U.O. UNINA: Prof. Anna Di Cosmo, Prof. Gianluca Polese, Dott.ssa Valeria Maselli, Prof. Marco Guida, Prof. Francesco Aliberti, Prof. Giovanni Librato
Collaboratori:
Prof. Paola Nieri (Università di Pisa)
Borse di Ricerca:
Maria Assunta Iovine, Bruno Pinto, Davide Bonsignori, Antonio Nappo, Giuseppe Trotta, Marialuisa Lusito

Obiettivi del progetto

Il progetto si pone l’obiettivo di produrre una mappatura della biodiversità e dello stato ambientale della costa calabrese nel tratto compreso tra Amendolara e Calopezzati. Attraverso la cooperazione di diverse Unità Operative (U.O.), le attività si articolano secondo le seguenti linee di ricerca:
a) Analisi della qualità di acque e sedimenti tramite parametri fisico-chimici, microbiologici e monitoraggio dei contaminanti (U.O. UNINA).
b) Monitoraggio dello stress ambientale attraverso l’impiego di biomarcatori in organismi sentinella della specie Mytilus galloprovincialis (U.O. UNICAL).
c) Caratterizzazione della biodiversità marina mediante indagini tassonomiche e molecolari della meiofauna e osservazioni ROV per la mappatura delle biocenosi (U.O. UNINA e U.O. SZN).
d) Identificazione di ceppi microbici, con particolare focus sul fungo Penicillium chrysogenum, per valutare il potenziale biotecnologico in ambito farmaceutico e cosmetico (U.O. del Coordinatore e U.O. UNIPI).
e) Studio della fisiologia dei crostacei decapodi, focalizzato sulla specie Hippolyte inermis, per la comprensione dei meccanismi di inversione sessuale e lo sviluppo di protocolli di acquacoltura monosesso (U.O. SZN e U.O. UNICAL).

Risultati

Caratterizzazione ecologica e qualità delle acque
Tutti i dati disponibili relativi alla qualità delle acque, ai principali descrittori fisico-chimici e alle condizioni microbiologiche sono stati raccolti in un database dedicato (U.O. UNINA), allo scopo di caratterizzare anche in scala temporale le condizioni ecologiche dell’area tra Amendolara e Calopezzati.
a) Monitoraggio stagionale: sono stati analizzati nutrienti e inquinanti nella colonna d’acqua (5-15 m) e nei sedimenti, con particolare attenzione alle zone in prossimità delle fiumane.
b) Analisi delle serie storiche: la caratterizzazione fisico-chimica, trofica e di contaminazione riferita all’arco temporale 2015-2020 (U.O. UNINA e U.O. UNICAL) indica un riscaldamento delle acque, un aumento del pH e una zona fotica più profonda in un contesto oligotrofico stabile. Solo il piombo ha superato i limiti normativi in una sola occasione.
c) Bioindicatori: l’analisi dei biomarcatori di stress ossidativo in M. galloprovincialis (U.O. UNICAL) nell’area SIC di Amendolara ha rivelato alterazioni significative dello stato di salute dei mitili in seguito al picco dell’affluenza turistica estiva.

Analisi della biodiversità e indagini ROV
a) Meiofauna: campionamenti effettuati (U.O. UNINA) a febbraio, maggio e novembre 2023 in 4 stazioni (Amendolara, Sibari, Corigliano, Calopezzati) a batimetrie fisse (5, 15 e 25 m ad Amendolara; 5 e 15 m nelle altre). Sono stati estratti e identificati tassonomicamente 17.260 esemplari nel primo campionamento, 18.886 nel secondo e 66.008 nel terzo.
b) Rilievi subacquei: sono state condotte indagini ROV (U.O. SZN CRIMAC) per classificare le biocenosi presenti e definire i livelli di biodiversità macroscopica in relazione alle forzanti ambientali.

Bioprospezione e potenziale biotecnologico
Dal sedimento marino di Amendolara (5 m) è stato isolato un ceppo di Penicillium chrysogenum (U.O. UNINA e U.O. UNIPI).
a) Profilo chimico: l’estratto n-butanolico (RBuOH), analizzato mediante UHPLC-HR-Orbitrap/ESI-MS, ha permesso la caratterizzazione di diversi ciclopeptidi (U.O. UNINA).
b) Bioattività: i test (U.O. UNIPI) su cellule HaCaT hanno rivelato che l’estratto protegge la pelle dall’invecchiamento ossidativo e dai danni da raggi UV (A e B), mostrando inoltre una significativa attività anti-infiammatoria contro la risposta indotta da lipopolisaccaride (LPS).

Fisiologia dei crostacei e acquacoltura
Lo studio ha analizzato i decapodi proterandrici presenti nella prateria di Posidonia oceanica di Calopezzati (U.O. SZN e U.O. UNICAL).
a) Meccanismi cellulari: è stato dimostrato per la prima volta in un crostaceo, tramite Western Blot, il ruolo della Ferroptosi nel processo di inversione sessuale.
b) Dinamiche di popolazione: il confronto con le serie storiche e i dati di Ischia ha confermato che l’inversione sessuale in H. inermis è legata all’ingestione di diatomee bentoniche, sebbene la latitudine influenzi la progressione delle taglie mensili.
c) Sviluppi tecnologici: l’implementazione di colture monosesso a Calopezzati e la cooperazione scientifica con esperti israeliani sono attualmente sospese a causa della sopravvenuta indisponibilità dei fondi inizialmente concessi.

Pubblicazioni

Pinto B., Bonsignori D., Aliberti F., Brunelli E., Carraturo F, Cerra MC, D’Ambrosio P, Di Cosmo A, Gattuso A, Guida M, Iovine MA, Libralato G., Lusito M, Maselli V, Nappo A, Nieri P, Polese G, Trotta G, Costantini M, Zupo V. (2024) Trophic organization of the benthic communities off the South Italian coasts: a review with a modelistic approach. Science of the Total Environment 956 (2024) 177078. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2024.177078

Iovine, Nappo et al., Characterization of the Ionian coast of northern Calabria (Italy): temporal trend of physico-chemical parameters, nutrients, and pollutants (Regional Studies of Marine Science; under review). Review submitted.

Iovine et al. (in preparation) Seasonal Fluctuations in Oxidative Stress Markers in Mytilus galloprovincialis: insights from the North Ionian Calabrian Coast (in preparation). Include i dati di Antonio Nappo.

Iovine et al. (in preparation). Assessment of chemical contamination in the coastal waters of the north Ionian Sea through active biomonitoring with Mytilus galloprovincialis (in preparation). In collaborazione con Prof. Libralato per bioaccumulo.

Pinto et al. (in preparation). Study of two Hippolyte inermis (Leach, 1815) population dynamics in two separated water masses along the Mediterranean basin. Include i dati di Bruno Pinto e Marialuisa Lusito.

Congressi

EMCEI 2023: Iovine et al., Mussels as sentinels for monitoring the environmental status of the Ionian Calabrian sea: a multi-biomarker approach. Rende, 2-5 ottobre 2023.

UZI 2023: Pinto et al., Monitoraggio della meiofauna lungo le coste di Amendolara (CS) nell’ambito del Progetto CRIMAC-BluCaProd.

SIF 2024: Iovine et al., Physiological response to seasonal variation in gills and digestive gland of Mytilus galloprovincialis. Roma, 11-13 settembre 2024.

BBCC 2024: Pinto et al., Omic tools to isolate genes involved in sex differentiation of the shrimp Hippolyte inermis (Leach, 1815): a new challenging approach. Napoli 27-29 Novembre 2024.

SIBS 2025: Iovine et al., Anthropogenic impact in the north ionian italian coast: stress biomarkers in the sentinel Mytilus galloprovincialis. Palermo, 10-13 aprile 2025.

15th ICIRD 2025: Study of two Hippolyte inermis (Leach, 1815) population dynamics in two separated water masses along the Mediterranean basin. Washington, 02-06 Giugno, 2025

Titolo

Introduzione

WP3/WP4

Responsabile Scientifico SZN:
Dott.ssa Carmen Rizzo
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Collaboratori:

Obiettivi del progetto

Testo

Risultati

Testo

Copepod Assemblage, ecoLogY and PhySiology in the AmendOlara region (Ionian Sea)

Il mesozooplancton, costituito in larga misura da crostacei copepodi, rappresenta un elemento fondamentale della rete trofica marina. Nonostante la loro rilevanza ecologica, la biodiversità e le dinamiche di popolazione dei copepodi lungo le fasce costiere della Calabria risultano tuttora scarsamente documentate.

La valutazione della composizione specifica del popolamento di copepodi, unitamente all’analisi dei tassi di reclutamento delle specie dominanti in due siti costieri soggetti a differente impatto antropico, permetterà di acquisire nuovi dati sullo stato e sul funzionamento dell’ecosistema marino calabrese.

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott.ssa Ylenia Carotenuto
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Dott. Christian Galasso e Dott.ssa Luciana Barra
Collaboratori:
Dott.ssa Iole di Capua (SZN, Napoli)
Prof.ssa Elvira Brunelli (Università della Calabria, DiBEST)

Obiettivi del progetto

Il progetto CALYPSO ha l’obiettivo di valutare la composizione specifica del popolamento di copepodi del mesozooplancton, utilizzando un approccio integrato basato su analisi di tassonomia morfologica e molecolare (barcoding), unitamente alla valutazione dei tassi riproduttivi di specie dominanti.
Per il confronto di biodiversità e reclutamento larvale dei copepodi zooplanctonici, sono stati individuati due siti lungo la costa calabra del Mar Ionio: la Secca di Amendolara, considerata un sito ‘pristine’, e il Porto di Corigliano Calabro, caratterizzato da un’intensa pressione antropica.

Risultati

Il progetto CALYPSO ha quantificato l’abbondanza e la composizione quali-quantitativa dei copepodi nel Mar Ionio, a livello spaziale (Secca di Amendolara e porto di Corigliano Calabro) e temporale (primavera-estate-autunno).
Inoltre, ha esaminato i tassi di reclutamento (produzione di uova e tassi di schiusa), delle specie dominanti identificate nei siti/stagioni. I risultati mostrano che la biodiversità e il reclutamento larvale delle specie investigate sono significativamente diversi nei due siti. Tali risultati potrebbero essere legati alla geomorfologia, alla circolazione della massa d’acqua e all’impatto antropico dei due siti.
I risultati di tassonomia molecolare (barcoding) dello zooplancton sono in fase di analisi.

Coralligenous Formations in Calabrian SAC

Nel Mar Mediterraneo, le formazioni coralligene costituiscono ecosistemi intrinsecamente sensibili e vulnerabili. A fronte del loro ruolo ecologico cruciale per il mantenimento della biodiversità marina e per la funzionalità ecosistemica, queste formazioni sono state classificate dalle autorità competenti come habitat prioritari a rischio, a causa della loro elevata suscettibilità alle pressioni antropiche e alle alterazioni climatiche globali.

Le politiche dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità marina, fondate sulla “Direttiva Habitat” e supportate dalla rete “Natura 2000”, includono Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Tuttavia, l’applicazione efficace dei piani di gestione richiede una valutazione ambientale completa e una conoscenza approfondita della distribuzione, dell’estensione e degli impatti a cui tali habitat sono soggetti.

WP3/WP4

Responsabile scientifico SZN e Referente CRIMAC-Calabria Marine Centre:
Dott. Paolo D’Ambrosio
Collaboratori:
Dott. Andrea Picciolo, Dott.ssa Cristina Abbate, Dott. Giulio Tarantino (SZN)
Prof. Fabio Bruno (Università della Calabria, DIMEG)

Obiettivi del progetto

Il progetto si concentra sulla Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Secca di Amendolara” (IT9310053), situata a 6 miglia nautiche al largo di Amendolara Marina (CS), con profondità che variano dai 24 a circa 50 metri.
Per rispondere alle esigenze di conoscenza e conservazione individuate per questo habitat, il progetto è stato strutturato in diversi Work Package (WP):
– WP 1: Mappatura dell’habitat bentonico
– WP 2: Valutazione dello stato di conservazione delle comunità bentoniche caratterizzanti le formazioni coralligene
– WP 3: Identificazione delle pressioni antropiche presenti nella Secca di Amendolara
– WP 4: Identificazione di apposite misure di conservazione e piani di gestione della ZSC “Secca di Amendolara”
– WP 5: Caratterizzazione degli impatti antropici e valutazione del potenziale effetto degli stessi sullo stato ecologico dell’habitat a Coralligeno nella ZSC nell’ambito delle attività CRIMAC CORe-Calabria”.

Risultati

Il progetto ha prodotto una dettagliata cartografia batimorfologica dell’intero Banco di Amendolara tramite MBES (MultiBeam EcoSounder), focalizzando poi l’indagine all’interno della ZSC “Secca di Amendolara”, con lo scopo di studiare nel dettaglio gli habitat presenti utilizzando SSS (Side Scan Sonar) per una mappatura dell’intera area di studio. Successivamente, è stata effettuata una campagna ROV per indagare l’habitat coralligeno, producendo risultati sulla composizione e sullo stato di conservazione di suddetto habitat (Rizzo et al., 2025). Inoltre, questo studio ha costituito una solida base per l’istituzione del Parco Marino Regionale “Secca di Amendolara”.

Attualmente, è in corso la modellizzazione delle aree di potenziale impatto land based con un approccio multilayer in cui vengono considerati gli usi del suolo e il trasporto della rete fluviale verso mare, accoppiando queste informazioni con modelli di trasporto lagrangiano nel Golfo di Corigliano per indagare i potenziali effetti sulla ZSC.

Rizzo, L., Abbate, C., D’Ambrosio, P., Di Cosmo, A., Di Pasquale, S., Falanga, A., Guida, M., Maselli, V., Polese, G., & Picciolo, A. 2025. Subtidal benthic assemblages in a mediterranean bank along a depth gradient: Conservation perspectives of a vulnerable marine ecosystem. Ocean & Coastal Management, 261, 107572. https://doi.org/10.1016/j.ocecoaman.2025.107572

Titolo

Introduzione

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott.ssa Maria Vittoria Modica
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Collaboratori:

Obiettivi del progetto

Testo

Risultati

Testo

DivErsity and DistribUtion of ChEmosymbiotic metazoans along the Calabria coast

Le simbiosi chemiosintetiche in ambienti poco profondi sono molto diversificate nei sedimenti costieri del Mediterraneo. Queste simbiosi sono metabolicamente versatili, con associazioni che vanno da sistemi completamente autotrofi a quelli mixotrofi, fino a sistemi completamente eterotrofi, e alcune di esse sono anche in grado di fissare l’azoto atmosferico. Tuttavia, la loro distribuzione ed ecologia, la geochimica degli habitat più favorevoli, così come le principali fonti di carbonio e azoto necessarie alla loro sopravvivenza, sono ancora largamente sconosciute. Inoltre, i loro potenziali ruoli all’interno degli ecosistemi restano in gran parte inesplorati.

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Ulisse Cardini
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Dott.ssa Daniela Pica
Collaboratori:
Prof. Harald Gruber-Vodicka (Max Planck Institute for Marine Microbiology, Germany)
Prof. Rocco Dominici (Università della Calabria, DiBEST)
Prof. Roberto Sandulli (Università degli Studi di Napoli Parthenope, DiST)

Obiettivi del progetto

Il progetto DEDUCE mira a integrare competenze di tassonomia ed ecologia di macrobenthos, meiobenthos e microbi, biogeochimica, geologia e bioinformatica per definire la diversità e la distribuzione dei metazoi chemiosimbiotici lungo la costa calabrese, e per studiare l’ecofisiologia e il ruolo ecologico delle specie più comuni.

Risultati

Il progetto DUDUCE ha quantificato la diversità e la distribuzione dei metazoi macrobentonici, meiobentonici e chemiosimbiotici in 5 diversi siti calabresi, due sul versante tirrenico e tre su quello ionico, dimostrando come la presenza di simbiosi chemiosintetiche sia pressoché ubiquitaria in sedimenti costieri vegetati (Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa) della Calabria. Ad oggi, sono in corso analisi per mettere in relazione la loro distribuzione con le caratteristiche testurali, chimiche e mineralogiche dei sedimenti, identificando potenziali fonti di energia e nutrienti. Inoltre, si è provveduto alle analisi di sequenziamento per la caratterizzazione della diversità microbica e della genetica di popolazione di alcune specie target.

Exploring DIatom Resting stages in CAlabrian marine waters: biological diversity, chemical cues and biotechnological potential

NON C’è INTRODUZIONE!!!

Obiettivi del progetto

Per contribuire alla comprensione dei processi di induzione di forme di resistenza e nel contempo contribuire allo studio della diversità di questo gruppo di microorganismi, lo studio ha avuto l’obiettivo di indagare sui fattori che innescano la dormienza e la formazione di spore, e l’identificazione dei metaboliti secondari coinvolti nel processo. Il progetto presenta possibili risvolti biotecnologici, in quanto i metaboliti secondari identificati potranno essere studiati per possibili applicazioni in diversi ambiti.

WP3/WP4

Responsabile Scientifico SZN:
Dott.ssa Marina Montresor??? – Dott.ssa Giovanna Romano

Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Dott.ssa Lucia Barra e Dott.ssa Chiara Pennesi

Collaboratori SZN:
Dott.ssa Marina Montresor???, Dott.ssa Valeria Di Dato, Dott.ssa Mariella Ferrante, Dott. Wiebe Kooistra
Collaboratori:
Dott.ssa Adele Cutignano (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Chimica Biomolecolare, CNR-ICB)
Prof.ssa Radiana Cozza (Università della Calabria, DiBEST)

Risultati

Sedimenti raccolti in aree marine costiere nei pressi di Amendolara, sono stati opportunamente trattati per favorire la germinazione di spore di diatomee. Due generi di diatomee sono risultati particolarmente interessanti: Thalassiosira e Chaetoceros.
Sono state selezionate specie modello su cui sono stati condotti esperimenti per identificare i fattori che inducono la dormienza, molecole coinvolte nell’induzione della transizione tra gli stadi e, inoltre, sono stati sequenziati i relativi trascrittomi.
Questi dati molecolari potranno fornire alla comunità scientifica gli strumenti per individuare i principali geni coinvolti in questa transizione e per ulteriori approfondimenti. Da sottolineare inoltre che due specie di Chaetoceros germinate dai sedimenti calabresi sono risultate specie “criptiche” e sono oggetto di una pubblicazione scientifica attualmente in preparazione.

Calabrian Fish Diversity Coast to Coast

I pesci, in virtù del loro ruolo ecologico chiave nella strutturazione delle reti trofiche e della loro sensibilità alle pressioni antropiche (come la pesca), sono tra i migliori indicatori per valutare lo stato di salute degli ecosistemi marini.
Per la loro posizione geografica e le caratteristiche ambientali, le coste della Calabria presentano un notevole potenziale per ospitare assemblaggi ittici marini altamente diversificati. Tuttavia, la diversità dei pesci costieri in Calabria è ancora poco conosciuta. Questa lacuna conoscitiva impedisce di comprendere gli attuali pattern di biodiversità e di prevedere le traiettorie dei cambiamenti ecologici, compromettendo infine la definizione di solide strategie di gestione e conservazione volte a mantenere ecosistemi funzionali.

Obiettivi del progetto

FishDiv CTC mira a fornire una valutazione solida e spazialmente dettagliata della diversità dei pesci costieri calabresi, distinguendo le sue dimensioni tassonomiche e funzionali. Poiché i diversi metodi di raccolta dati catturano porzioni distinte della diversità, stime solide e complete sono ottenibili solo attraverso approcci multidisciplinari. Pertanto, applicheremo simultaneamente tecniche di campionamento in grado di rilevare in modo complementare differenti aspetti della diversità tassonomica e funzionale dei pesci. In particolare, integreremo due tecniche di campionamento diretto basate sull’osservazione (censimenti visivi in immersione, Baited Underwater Videos) e un nuovo approccio molecolare (DNA ambientale).
Questi metodi saranno completati da dati raccolti tramite un’iniziativa di citizen science. Il progetto fornirà informazioni innovative, fondamentali per progettare o adattare strategie di governance e gestione delle risorse in Calabria.

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Antonio Di Franco
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Dott.ssa Claudia Scianna e Dott. Rosario Balestrieri
Collaboratori SZN – Sicily Marine Centre, Palermo:
Dott. Giacomo Milisenda, Giorgio Aglieri, Manfredi Di Lorenzo, Sylvaine Giakoumi, Arturo Zenone, Carlo Cattano, Giulio Franzitta, Davide Spatafora
Partner:
Prof. Marco Milazzo, Dott. Antonio Calò, Dott. Federico Quattrocchi, Dott. Gabriele Turco (Università degli studi di Palermo, DiSTeM)
Dott. Emilio Sperone, Prof. Sandro Tripepi, Dott. Francesco Luigi Leonetti, Dott.ssa Chiara Romano, Dott. Gianni Gigli (Università della Calabria)

Risultati

Il campionamento in campo è stato condotto tra giugno e luglio 2022 in decine di siti distribuiti lungo i settori tirrenico, ionico e dello Stretto di Messina, includendo fondi rocciosi, sabbiosi e praterie di Posidonia oceanica.
Utilizzando il censimento visivo subacqueo, sono stati campionati 62 siti distribuiti nei tre habitat, per un totale di 496 repliche. Abbiamo valutato il contributo di ciascun habitat alla β-diversità, suddividendolo in Local Contribution to Beta Diversity (LCBD), un indicatore comparativo del contributo di ciascun habitat alla β-diversità, e Species Contribution to Beta Diversity (SCBD), che misura l’importanza relativa di ciascuna specie nel determinare la β-diversità. Infine, abbiamo modellizzato la diversità specifica in relazione a potenziali driver ambientali e antropici.
Nel complesso sono state registrate 72 specie, con la maggiore ricchezza specifica osservata sui fondi rocciosi (56 specie, di cui 16 esclusive di questo habitat), seguiti dalle praterie di P. oceanica (38 specie, nessuna esclusiva) e dai fondi sabbiosi (32 specie, di cui 14 esclusive). Gli assemblaggi dei fondi sabbiosi hanno mostrato un contributo alla LCBD significativamente più elevato rispetto alle praterie di P. oceanica e ai fondi rocciosi, e due delle cinque specie con il contributo più elevato alla SCBD risultano esclusivamente associate ai fondi sabbiosi. Infine, la temperatura superficiale del mare, la salinità superficiale del mare e l’habitat sono emersi come predittori significativi della ricchezza specifica.
Abbiamo inoltre valutato la diversità funzionale e i risultati hanno evidenziato differenze significative nella diversità funzionale e nei tratti funzionali tra gli habitat, con variazioni nelle caratteristiche ecologiche delle comunità ittiche. In particolare, tratti funzionali quali la profondità minima e la distribuzione verticale hanno mostrato forti associazioni con specifici habitat, influenzando la struttura funzionale delle comunità di pesci. Driver ambientali come la temperatura del fondale, la profondità e la concentrazione di clorofilla hanno influenzato in modo significativo la composizione funzionale delle comunità ittiche; tra questi, la temperatura del fondale e la profondità hanno spiegato la quota maggiore di variazione. Non sono state rilevate differenze nella ridondanza funzionale tra gli habitat. La diversità funzionale risulta distribuita in modo non uniforme tra gli habitat, sottolineando l’importanza dei fondi sabbiosi nel preservare la β-diversità funzionale, un aspetto spesso sottorappresentato nelle attuali strategie di conservazione.
Sono in corso le analisi dei dati provenienti da BUV, eDNA e dai questionari somministrati a diversi portatori di interesse (pescatori professionali, ricreativi, subacquei).

Pubblicazioni

Enrico Cecapolli, Antonio Calò, Sylvaine Giakoumi, Manfredi Di Lorenzo, Silvestro Greco, Emanuela Fanelli, Giacomo Milisenda, Antonio Di Franco. 2024. Sandy bottoms have limited species richness but substantially contribute to the regional coastal fish β-diversity: A case study of the Central Mediterranean Sea. Marine Environmental Research. DOI: https://doi.org/10.1016/j.marenvres.2024.106701

Stefania Russo, Enrico Cecapolli, Antonio Calò, Sylvaine Giakoumi, Manfredi Di Lorenzo, Silvestro Greco, Giacomo Milisenda e Antonio Di Franco. 2025. Sandy bottoms play a key role in shaping coastal fish functional β-diversity in the Mediterranean Sea. Ecological Indicators. DOI: https://doi.org/10.1016/j.ecolind.2025.114226

Food-web transmitted endoparasites and their hosts: an integrative approach to investigate the "state" of biodiversity of the marine ecosystem from off Calabria coast

La maggior parte dei parassiti presenti in ambiente marino ha un ciclo biologico complesso e si trasmette attraverso la catena alimentare. Prima di raggiungere la maturità e completare il ciclo biologico nell’ospite definitivo, molti parassiti necessitano di uno o più ospiti intermedi.

Se un ecosistema è esposto a pressioni antropiche o a fattori stressogeni vari, gli effetti saranno visibili sugli organismi che lo abitano e quindi anche sui loro parassiti. Come conseguenza le comunità parassitarie associate agli organismi possono variare in numero di individui e taxa, fino ad arrivare alla scomparsa di alcune specie a favore di altre. In questo senso, gli indici di comunità parassitaria e la loro biodiversità possono essere usati come indicatori indiretti dello stato di salute di un ecosistema.

WP4

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Mario Santoro
Referenti sede CRIMAC-Calabria Marine Centre:
Dott.ssa Chiara Giommi e Dott. Roberto Firmamento
Collaboratori:
Prof.ssa Simonetta Mattiucci (Università La Sapienza di Roma, DSPMI)
Prof. Filippo Garofalo (Università della Calabria, DiBEST)

Obiettivi del progetto

L’obiettivo principale del progetto è lo studio della biodiversità dei parassiti associati a specie ittiche e cefalopodi target, con un focus particolare sulla costa Ionica Calabrese, dove operano i pescherecci che fanno capo al porto di Schiavonea (Corigliano-Rossano). Il progetto usa un approccio integrato basato principalmente sullo studio degli endo-parassiti trasmessi attraverso la rete trofica.
Lo studio considera anche alcune specie di parassiti come indicatori dello stato di salute ambientale. Questo approccio segue l’ipotesi che l’abbondanza di individui e specie di parassiti, la loro variabilità genetica e l’eventuale effetto patogeno sui loro ospiti è strettamente correlato con la consistenza delle popolazioni degli ospiti, che sono tutti interconnessi da relazioni trofiche. Lo studio servirà anche a monitorare la qualità e la salubrità dei prodotti della pesca di largo consumo locale.

Heteronybelinia c.f. estigmena
Larve di nematodi Ascaridoidea nel filetto dei pesci con metodo UV Press
Pesce castagna, Brama brama

Risultati

Il progetto rivela la presenza di ricche comunità parassitarie negli ospiti studiati (Merluccius merluccius, Phycis blennoides, Brama brama, Galeus melastomus, Illex coindetii e Todaropsis eblanae), incluso una nuova specie di cestode, ad oggi in via di descrizione.
I dati di comunità, unitamente ai livelli di variabilità genetica nelle specie di parassiti target usate (Anisakis spp. e Grillotia spp.) suggeriscono che l’ecosistema studiato è stabile e risponde bene alle pressioni antropiche che insistono nell’area.
Tra le specie parassitarie di interesse zoonotico, sono risultate di particolare le larve di nematodi del genere Anisakis. Tra queste, prevalente in alcune specie di pesci e cefalopodi è A. pegreffii, agente diretto dell’anisakiasi umana. Tuttavia, nel pescato fresco esaminato entro 12 h dalla cattura e refrigerato, la migrazione delle larve (di Anisakis) nei muscoli dei loro ospiti è stata trascurabile, suggerendo che se le parti edibili del pescato sono adeguatamente trattate e sottoposte a cottura, il rischio d’infezione con il parassita è nullo.
Le analisi immunologiche condotte sul muscolo del pesce castagna Brama brama per lo studio delle variazioni del secretoma causate dalla presenza di larve di cestodi (Gymnorhynchus gigas e Molicola horridus), hanno evidenziato differenze di espressione delle diverse citochine e dei fattori di crescita.
I risultati ottenuti suggeriscono un’interessante interazione parassita-ospite che si articola essenzialmente in due fasi principali:
(a) ingresso del parassita all’interno dell’ospite e induzione della secrezione di fattori di crescita tissutale con il fine di riparare il danno indotto dalla graduale penetrazione del parassita;
(b) aumento della risposta immunitaria per inibire potenziali attacchi esterni che potrebbero compromettere la salute dell’ospite.

Ulteriori studi per comprendere il meccanismo di rilascio di antigeni da parte di tali parassiti e se e come, durante la loro migrazione, tali larve danneggino il tessuto muscolare del loro ospite, sono ancora in corso.

Turning threats into profit: can biomolecules from invasive HALophila stipulacea seagrass help Thwarting marine FOULING?

Le specie marine invasive stanno causando gravi impatti ambientali ed economici nel Mediterraneo. Tra queste, la fanerogama marina Halophila stipulacea, originaria del Mar Rosso, è entrata nel Mediterraneo orientale attraverso il Canale di Suez e si è successivamente diffusa anche nel Mediterraneo occidentale, inclusa la costa calabrese.
Recenti ricerche indicano che H. stipulacea è una fonte promettente di metaboliti con attività antifouling, utili per applicazioni biotecnologiche e industriali, anche se i composti attivi specifici non sono ancora stati identificati.

Obiettivi del progetto

Questa proposta di ricerca mira a colmare una lacuna di conoscenze analizzando la composizione chimica di Halophila stipulacea lungo le coste calabresi ed esplorando l’attività antifouling dei suoi metaboliti purificati, con potenziali applicazioni industriali. I metaboliti isolati verranno testati per la loro capacità di inibire l’insediamento di macrofouler marini e per la loro tossicità. Successivamente, il meccanismo biologico alla base dell’attività antifouling sarà studiato in modelli animali da laboratorio.
L’obiettivo generale del progetto HALTFOULING è identificare composti della fanerogama con potenziale come nuovi agenti antifouling ecocompatibili.

WP3/WP4

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Enrico D’Aniello
Referenti sede CRIMAC-Calabria Marine Centre:
?
Collaboratori:
Dott. Antonio Morgillo, Dott. Fabio Crocetta, Dott. Francesco Ferraro (SZN)
Dott. Ernesto Mollo, Dott.ssa Marianna Carbone, Dott.ssa Maria Letizia Ciavatta, Dott.ssa Arianna Carannante (Istituto di Chimica Biomolecolare, CNR, Pozzuoli)
Dott.ssa Silvia Mazzuca, Dott. Faustino Scarcelli e Dott.ssa Amalia Piro (Università della Calabria)

Risultati

Durante il progetto HALTFOULING, abbiamo lavorato sull’identificazione e purificazione dei metaboliti secondari estratti da H. stipulacea.
Gli estratti butanolici delle foglie e delle radici sono stati frazionati utilizzando diverse tecniche cromatografiche. I composti puri e gli estratti grezzi sono stati quindi testati per la loro attività antifouling su larve di molluschi bivalvi come Mytilus galloprovincialis e larve dell’ascidia Ciona robusta.
I test condotti con i composti puri estratti da Halophila stipulacea hanno evidenziato un’efficacia significativa, dose-dipendente dei composti 12P2, 12P3 e 12P7. In particolare, è stato osservato che la maggior parte delle larve coinvolte nell’esperimento non si è attaccata alla superficie della piastra trattata con questi composti puri. Infine, questi composti con attività antifouling saranno utilizzati su Ciona robusta per comprendere il meccanismo alla base dell’inibizione del fouling in questo organismo.

Droplet digital PCR to assess the occurrence and infer the Role of prostaglandin in natural Diatom Assemblage in the Ionian coastal waters

Le diatomee rappresentano un gruppo microalgale caratterizzato da un’elevata diversità tassonomica e da un ruolo ecologico determinante per il funzionamento degli ecosistemi marini. Questi organismi sintetizzano metaboliti secondari complessi, utilizzati come mediatori chimici per la difesa e la comunicazione intercellulare.

Nell’ambito delle attività del progetto, è stata documentata la presenza di prostaglandine (PG) in due specie target di diatomee. Sebbene nei mammiferi tali molecole ricoprano un ruolo essenziale nella regolazione dei processi infiammatori e delle risposte immunitarie, la loro funzione nell’ambiente marino — e specificamente nelle microalghe — risulta ancora in gran parte inesplorata.

WP4

Responsabile Scientifico SZN:
Dott.ssa Giovanna Romano
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Dott.ssa Luciana Barra e Dott.ssa Chiara Pennesi
Collaboratori:
Dott.ssa Valeria Di Dato, Dott.ssa Adriana Zingone, Dott. Pasquale De Luca, Dott.ssa Diana Sarno, Dott.ssa Ida Orefice (SZN)
Prof.ssa Radiana Cozza (Università della Calabria, DiBEST)

Obiettivi del progetto

Il progetto prevede lo studio delle comunità di diatomee distribuite lungo le aree costiere del Mar Ionio, con un focus specifico sulla loro capacità di esprimere la via biosintetica delle prostaglandine (PG). Attraverso un approccio tecnologico all’avanguardia basato sulla “droplet digital PCR” (ddPCR), la ricerca mira a chiarire il ruolo funzionale di queste molecole in ambito marino. Questa tecnologia, permettendo l’analisi di campioni ambientali estremamente complessi, offre l’opportunità di indagare la diversità funzionale del fitoplancton anche in ambienti oligotrofici, superando i limiti metodologici delle tecniche molecolari convenzionali.

Risultati

Le attività di monitoraggio hanno previsto la raccolta di campioni di fitoplancton in quattro diverse fasi stagionali presso i siti di riferimento indicati nella mappatura. Attualmente, i campioni estratti sono oggetto di analisi molecolari approfondite tramite digital PCR per la caratterizzazione delle vie biosintetiche.
Parallelamente, lo studio della diversità fitoplanctonica ha permesso la compilazione di una checklist dettagliata delle specie presenti, propedeutica alla realizzazione di un manuale fotografico dedicato. I dati raccolti finora evidenziano un’elevata ricchezza specifica caratterizzata da significative fluttuazioni spaziali e stagionali. Di particolare rilievo è l’individuazione di alcune specie tossiche, la cui presenza richiede un monitoraggio costante per le possibili implicazioni sulla stabilità dell’ecosistema e sulla salute umana. Nel complesso, queste indagini forniscono la base conoscitiva necessaria per una comprensione rigorosa della biodiversità planctonica nel Mar Ionio.

Titolo

Introduzione

WP3

Responsabile Scientifico SZN:
Dott. Massimiliano Bottaro
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Collaboratori:

Obiettivi del progetto

Testo

Risultati

Testo

Titolo

Introduzione

WP4

Responsabile Scientifico SZN:
Dott.ssa Donatella De Pascale
Referenti sede CRIMAC-Calabria:
Collaboratori:

Obiettivi del progetto

Testo

Risultati

Testo